Cogozzo - Parrocchia di Bedizzole

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Cogozzo

le Chiese di Bedizzole
Cogozzo

Chiesa del Patrocinio di San Giuseppe

La chiesa del Patrocinio dì San Giuseppe venne costruita all'inizio del Settecento per impulso della vicinia di Cogozzo, a motivo della distanza "d'un miglio circa dalla Chiesa Parochiale", eccessiva "per gli infermi, convalescenti e vecchi, e nei tempi di piogge et hiemali (inverni n.d.a)". All'edificazione dell'oratorio, avviata nel 1712 e conclusa in un decennio circa, acconsentì l'allora Arciprete Leonardo Benaglìo, a condizione che vi potesse esercitare la stessa giurisdizione praticata nella parrocchiale e che non si celebrassero messe nelle principali solennità liturgiche e nel giorno del titolare della parrocchia senza sua espressa licenza.
Il prospetto esterno dell'edifìcio, concluso da timpano triangolare, presenta un portale in marmo bianco, con cimasa ornata da croce lobata, inquadrato da due basse luci rettangolari; nel registro superiore della facciata campeggiano invece le statue di San Giuseppe (fig. 1) e di San Giovanni Battista entro nicchioni. La navata interna, coperta da volta unghiata, è scandita da lesene con capitelli in stucco e introduce in un presbiterio rettangolare che ospita sulla parete di fondo il maestoso altare maggiore del rezzatese Carlo Palazzi (fig. 2). L'opera tardosettecentesca, realizzata con inserti in breccia dalla tonalità aranciata e verde antico, denota la predominanza di linee mosse e ondulate: la mensa, delimitata ai lati da due modiglioni trasversali, presenta un paliotto inquadrante al centro una croce polilobata ed è sormontata da una soasa affiancata da colonne a tutto tondo che reggono una cimasa dal profilo mosso, con Putti adoranti ai due lati.
L'altare inquadra al centro la tela raffigurante la Madonna con Bambino fra i Santi Giovanni Battista e Giuseppe (figg. 3-4-5) fatta eseguire nel 1733 da Don Giuseppe Vertua, curato di Castenedolo, nativo di Bedizzole, con la casa paterna sita nella contrada di Cogozzo. La pala, centinata nella parte superiore, è attribuita ad Angelo Paglia (Brescia 1681-1763) e in essa colpisce la soave dolcezza delle figure della Madonna, del Bambino e del putto posto a terra a fianco dello stemma di famiglia del sacerdote (due leoni d'oro controrampanti sostenenti un giglio, fig. 6). La precedente bibliografia leggeva nel cartiglio parzialmente lacunoso, a fianco dello stemma, la data "1723", ma il Vertua, che commissionò il dipinto quando già era curato di Castenedolo come recita l'iscrizione, ricoprì quella carica religiosa dal 1726 al 1752, di conseguenza lo scrìvente ha interpretato l'anno d'esecuzione come "1733".
Alla parete destra del presbiterio è invece collocato il quadro raffigurante il Riposo durante la fuga in Egitto (fig. 7) eseguito fra XVII e XVIII secolo, nel quale gli angioletti che sorvolano la scena, reggendo fra le mani i simboli della Passione, gettano un'improvvisa e tragica ombra sul temporaneo idillio della Sacra Famiglia.

Testi e immagini di Riccardo Bartoletti








 
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