San Tommaso - Parrocchia di Bedizzole

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San Tommaso

le Chiese di Bedizzole
San Tommaso

Chiesa di San Tommaso

La chiesa di San Tommaso, edificata sull'omonimo colle nella prima metà del XV secolo, subì profondi restauri nei primi decenni del Settecento, ma il suo impianto architettonico conserva ancora testimonianze dell'originaria fabbrica quattrocentesca nella semplice facciata a doppio spiovente e nella fila di mattoni in cotto disposti a dente di sega lungo i sottotetti laterali, motivo che ritroviamo identico in numerose chiese coeve della nostra provincia. Presenza antica è ugualmente il campanile, costituito da un padiglione a torre concluso da una guglia conica. L'interno, ad aula unica, doveva presentare originariamente un soffitto a capriate lignee, analogo a quello della chiesa di San Rocco, sostituito nel XVIII secolo da una volta a botte (fìg. 1), adottata anche come copertura del vano presbiteriale (fig.2), che, nell'impianto quattrocentesco, si può ipotizzare fosse quadrangolare e concluso da una volta a crociera. Ulteriori modifiche vennero compiute nella prima metà del secolo scorso, quando si affrescò integralmente la volta dell'aula con un motivo a finti cassettoni e rosette, inquadrante al centro il busto di Sari Tommaso, e, ai lati dei finestroni presbiteriali, vennero eseguiti i busti degli Evangelisti.
La chiesa è dedicata a San Tommaso Becket, cancelliere del sovrano inglese Enrico I e collaboratore dell'arcivescovo di Canterbury Teobaldo, a cui succedette nella carica nel 1161, trasformandosi in uno strenuo difensore dei diritti della Chiesa e in uno zelante pastore d'anime. Tommaso si oppose con tenace rifiuto al tentativo del rè di ripristinare decaduti diritti regi e, per sottrarsi alle sue ire, fuggì in Francia, dove condusse per sei anni vita ascetica in un monastero cluniacense. Rientrato in Inghilterra grazie alla mediazione del papa Alessandro III, ritornò presto in attrito con il rè, che, vedendo in lui un sovversivo, inviò quattro sicari ad ucciderlo, nel dicembre del 1170. San Tommaso venne quindi identificato come il martire della lotta contro la prepotenza dello Stato e il difensore della Chiesa dalle ingerenze del potere civile e il suo culto si diffuse con particolare fermento nella prima metà del XVI secolo, "come reazione cattolica alla persecuzione e al martirio di Tommaso Moro e delle altre vittime del furore dell'apostata Enrico VII rè d'Inghilterra" (P.Guerrini, Bedizzole, le origini, la parrocchia, le chiese, in "Memorie storiche della diocesi di Broscia", XVIII, Broscia 1951, p.64). Eppure, alla costruzione di questo edificio bedizzolese concorse generosamente il Comune, che lo considerava di suo patronato, e così pure contribuì alla realizzazione della pala d'altare circa trecento anni più tardi, quasi, con questo gesto, abbia voluto simbolicamente sottolineare la concorde collaborazione con il potere religioso locale.
La presenza artistica più rilevante all'interno di San Tommaso è, appunto, la pala dell'altare maggiore (figg. 3- 4- 5), eseguita nel 1742 probabilmente da Angelo Paglia (Broscia 1681-1763) e raffigurante la Madonna in gloria con il Bambino fra i Santi Tommaso Becket e Vincenzo Ferrer, centinaia nella parte superiore.
La tela, pur deperita, mostra ancora un intenso timbro tonale e luministico e le figure al suo interno sono inquadrate all'interno dì una classicheggiante partitura architettonica.

                                              Testi e immagini di Riccardo Bartoletti






 
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