Sedesina - Parrocchia di Bedizzole

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Sedesina

le Chiese di Bedizzole
Cantrina

Chiesa della Purità di Maria

La chiesa della Purità di Maria, eretta nel 1757 per volontà del salodiense Gioachino Scaini, presenta una facciata a due ordini, ciascuno scandito da quattro agili lesene, che inquadrano, rispettivamente, il portale maggiore e una finestra monofora, entrambi eseguiti in marmo di Botticino: il primo è costituito da stipiti modanati con architrave ad angoli concavi, sormontata da una cimasa mistilinea; la finestra presenta ugualmente una cornice a profilo mosso nella parte superiore, sormontata da cornice fortemente aggettata.
L'aula interna, a pianta centrale, è coperta da una calotta semicircolare e introduce nella zona presbiteriale con cupola di forma ellittica, che ospita sulla parete di fondo la maestosa struttura dell'altare maggiore, opera probabilmente di Antonio o Alessandro Calegari (XVIII secolo), costituita da una mensa con medaglione centrale e da un'ancona impostata su colonne a tutto tondo, reggente un timpano spezzato e un fastigio curvilineo.
Dal fianco destro del presbiterio si accede ad un ambiente secondario, forse in origine adibito a cappella: i due spazi sono messi in comunicazione, oltreché da una stretta apertura, da due arcate sostenute da tre colonne con capitello ionico.
L'ariosa leggerezza del volume interno dell'edificio è accentuata dalla decorazione ad affresco eseguita sulla cupola dell'aula e del presbiterio dalla pittrice Vittoria Giovannetta Chizzoletti nel 1769. I quattro pennacchi dell'aula rappresentano episodi veterotestamentari legati alla vita di Giacobbe e del figlio Giuseppe: il Sogno di Giacobbe (fig.1), Giuseppe e Putifarre davanti al Faraone (fig.2), Giacobbe consolato dagli angeli per la presunta morte del figlio (fig.3). L'Incontro di Giacobbe e Giuseppe (fig.4). Al centro della volta è invece rappresentata la Consegna delle Tavole delle Leggi a Mosè; mentre sulla volta presbiteriale si osservano le figure dei Quattro Evangelisti con i rispettivi simboli. Al centro dell'altare maggiore campeggia un dipinto a tempera raffigurante una Madonna con Bambino (fig. 5), le cui teste sono adorne di corone in lamina d'argento cesellata. L'opera, ascrivibile al terzo quarto del Settecento, è popolarmente nota alla comunità bedizzolese con il  nome di "Madonna delle Balle", in ricordo del fatto che i contadini, dopo la semina, venivano nelle vicinanze della chiesa a 'ciapar la baia', cioè bevevano allegramente dopo il lungo e faticoso lavoro agricolo. La cimasa dell'altare è occupata da una tela di forma ellittica raffigurante Maria Vergine con Sant'Anna e Gioacchino, realizzata come gli affreschi, dalla Chizzoletti.
Antonio Dusi (Ono Degno 1725- Brescia 1776) realizzò invece la tela raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Gaetano da Thiene e Carlo Borromeo (fig.6), firmata e datata ANTONIUS DUSI/FECIT 1750: l'artista è solito prediligere una tavolozza cromatica vibrante e vivace sull'esempio del veneziano Giambattista Pittoni e ambienta i soggetti entro più o meno complesse partiture architettoniche, conferendo alla scena una solenne maestosità.
Sul fianco destro del presbiterio è posta una deperita tela raffigurante il Cristo della Passione (fig.7), fedele copia del Cristo collocato nel dipinto Melchisedek offre pane e vino al patriarca Abramo, realizzato dal Moretto (1495 ca.-Brescia 1554) per la chiesa di San Clemente in Brescia.

                                              Testo e immagini di Riccardo Bartoletti







 
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